Dolci di Carnevale nel mondo: verso le castagnole ed oltre! 🌍
Diciamo la verità: è per colpa loro se una volta terminate le abbuffate delle feste natalizie non riusciamo a tornare a regime, piombiamo in un vortice infinito fatto di fritti, creme e zuccherini che ci costringerà a diete dell’ultimo minuto quando al primo accenno di sole ci accorgeremo che la bella stagione è arrivata e il nostro paio di jeans primaverile sembra essersi ristretto di una taglia.
I dolci di Carnevale sono così: tanto buoni quanto infidi. Bisogna ammettere, però, che è facile perdonarli quando addentando una fragrante chiacchiera o gustando una castagnola ripiena dimenticate per un attimo le tribolazioni della giornata e…i vostri chili di troppo.
Non immaginate poi che nel resto del mondo non manchino simili tentazioni. Per molti paesi i dolci a Carnevale sono semplicemente un must, proprio come le maschere, le stelle filanti e i coriandoli. Venite a scoprire quali prelibatezze si gustano nel periodo precedente alla Pasqua e alla Quaresima. In Italia, Austria, Svezia non si lesina certamente sulle calorie quando si tratta di preparare dei tradizionali dolci carnevaleschi e leggendo questo articolo vedrete che tutti sono accumunati da un comune leit-motif: un aspetto goloso e un sapore altrettanto prelibato!
Chiacchiere & castagnole in Italia
Così come Gianni e Pinotto, Bonny e Clyde, Tom e Jerry, le chiacchiere e le castagnole sono un’accoppiata sempre vincente e meritano perciò una menzione speciale – malgrado, sono certa, la maggior parte di voi abbia avuto già modo di approfondire la loro conoscenza.
Le chiacchiere di Carnevale sono conosciute a Roma come “frappe”, in Sardegna come “pillus frittusu”, in Liguria e Piemonte come “bugie”, in Abruzzo come “coffe” e così via. Nonostante le differenti denominazioni, gli ingredienti che compongono questo dolce carnevalesco sono in tutte le regioni d’Italia molto simili: farina, burro, zucchero e uova. Le chiacchiere normalmente vengono fritte nell’olio di semi o cotte al forno per una versione più “sana” (corre voce che venga fatta comunque una frittura iniziale prima di essere passate al forno, ma forse è meglio rimanere nell’incertezza) per poi essere accompagnate da una spolverata di zucchero a velo. Questa ricetta ha origini antichissime. Ai tempi dell’Impero romano le chiacchiere erano chiamate “frictilia” e si distinguevano dalle loro discendenti poiché fritte nello strutto e guarnite da miele. Queste erano le protagoniste di copiosi banchetti organizzati in occasione dei cosiddetti Saturnalia, una festività pagana che aveva luogo ogni anno tra il 17 e il 23 dicembre con cui si celebrava la fertilità e l’abbondanza dei frutti della terra.

Le castagnole sono invece delle frittelle, la cui forma tondeggiante ricorda, appunto, la forma di una castagna. Questi dolci della tradizione carnevalesca hanno un passato più recente. Un manoscritto viterbese risalente al 1700 ne attesterebbe per la prima volta l’esistenza. Qui sono state rinvenute ben 4 ricette, di cui 3 prevedono una versione fritta del dolce ed 1 al forno. Le castagnole sono diffuse tutta la penisola e si prestano a numerose interpretazioni: dalle varianti più semplici ricoperte di zucchero semolato a quelle più particolari con ripieni di creme o aggiunta di liquore.
I Krapfen in Austria
Il nome di questo famosissimo bombolone fritto non ha certamente un suono molto dolce ma affondando i denti nel suo morbido e avvolgente impasto non potrete certamente dire che manchi di dolcezza. Il krapfen è un lievitato molto diffuso ed apprezzato nelle aree germanofone come Tirolo, Austria e Germania; si ritrova tutto l’anno tra i banconi delle pasticcerie e dei forni di tutte le città ma durante il periodo carnevalesco è letteralmente un vero e proprio boom: queste frittelle, simbolo ufficiale del Carnevale, vengono vendute in ogni bar, supermercato o panificio, singolarmente o anche in grandi confezioni formato famiglia, adatte anche da portare in ufficio. La tipologia più classica di krapfen è certamente quella con il ripieno di marmellata di albicocca ma ovviamente la farcitura può variare. In Germania, dove i krapfen acquistano il nome di Berliner, è molto comune trovare ad esempio un ripieno di marmellata di fragole o di lamponi.
Sulle origini dei krapfen esistono diversi miti: c’è chi sostiene che il nome derivi dalla pasticcera viennese Cäcilia Krapf che nel 17° secolo gettò per sbaglio l’impasto all’interno di una pentola d’olio bollente; c’è chi ancora afferma che in realtà la loro definizione derivi dal termine tedesco “krafo”, letteralmente gancio o artiglio, simile alla forma che in Germania avevano inizialmente queste frittelle. C’è chi suggerisce poi che questi dolci esistessero già ai tempi degli antichi Romani e fossero cotti nello strutto. Una cosa è certa i krapfen sono da sempre un dolce adatto alle feste, basti pensare che nel 19° secolo erano serviti in occasione di balli di corte.
I Semla in Svezia
Certamente meno noti rispetto ai loro cugini krapfen, i semla, anche detti semlor, sono molto apprezzati dal popolo svedese. Questi panini al profumo di cardamomo, farciti di panna e pasta di mandorle sono una vera delizia per il palato. Tradizionalmente questo dolce viene preparato il martedì grasso, nel giorno che precede l’inizio della Quaresima ma, c’è da dire, che durante tutto il periodo di Carnevale in pochi se lo lasciano sfuggire. Gli svedesi impazziscono letteralmente per questo scrigno di zuccheri e calorie che sembrerebbe esistere già dai tempi del re Adolfo Federico di Svezia. Si racconta infatti che il il re nel 1771 sia morto dopo aver mangiato ben 14 semlor. Non fu tuttavia l’indigestione di dolci a causarne il decesso ma molto probabilmente un ictus improvviso.

I semla vengono spesso accompagnati da una tazza di caffè nero o da una cioccolata calda e il loro nome deriva dal latino “similia”, ovvero farina di semola, ingrediente principale del dolce. Se in passato questo panino ricolmo di panna e marzapane poteva essere gustato esclusivamente il martedì grasso, nel corso del tempo la vendita dei semla si è estesa a tal punto che, ogni anno, si stima che gli Svedesi ne consumino ben 40 milioni.
Dolci di Carnevale in Spagna: i buñuelos de viento
Dopo la breve parentesi dei panini dolci svedesi torniamo a bomba sul caro vecchio fritto. Anche in Spagna non si rinuncia al goloso sapore racchiuso dalle frittelle. I cosiddetti buñuelos de viento hanno un aspetto molto simile alle castagnole italiane con la differenza che le dimensioni sono leggermente più piccole. Si tratta infatti di un impasto molto semplice a base di latte, uova, farina e lievito: una sorta di zeppola, che come suggerisce il nome “de viento”, ovvero “leggere come il vento”, si gusta in un soffio poiché è grande circa 3 centimetri. E via come il vento, vedrete che una tirerà l’altra e in un baleno non vi sarete accorti di averne ingurgitato a decine.
Queste ciambelle fritte sono tradizionalmente preparate sia a Carnevale che a novembre nel giorno dei morti ma possono essere consumate in realtà tutto l’anno.
I buñuelos sono un dessert molto conosciuto anche in Messico , Colombia e in generale dei paesi dell’America Latina di lingua spagnola . Sulle origini di queste ciambelline fritte vi sono diverse scuole di pensiero. Si pensa che la parola “buñuelo” derivi dal latino “pugnus” e si riferisca ad un dolce preparato ai tempi dell’Antica Roma impastando con i soli pugni. C’è chi invece afferma che le origini di queste frittelle siano più recenti e risalgano al periodo della dominazione araba in Spagna. Nel 1090 il panettiere Abdelaziz ben Drisi el Jabazún avrebbe deciso di creare questo dolce servendosi delle poche provviste di cibo rimaste, dopo che il re arabo Mohamed ben Abad Al Motamid aveva assediato la sua città, Almogía. Il panettiere avrebbe deciso di gettare l’impasto nell’olio bollente riservato invece ai soldati nemici. Una storia alquanto fantasiosa ma forse qualche fondo di verità ce l’avrà!

Laura, una passione irrefrenabile per le lingue straniere e per i viaggi. Non ho mai pensato di lasciare la mia amata Roma, ma dopo il viaggio della vita a Rio De Janeiro da sola all’età di 19 anni, ho scoperto cosa significava davvero immergersi in un’altra cultura. Quella sensazione non l’ho più lasciata dopo che a distanza di due anni mi sono trasferita in Austria, terra che dal 2015 è diventata a tutti gli effetti la mia seconda casa.
Volete scoprire com è vivere a Vienna e conoscere i suoi angolini più nascosti? Siete interessati all’Austria e ai suoi luoghi incantati? Siete curiosi di conoscere tradizioni e cibi tipici del mondo? Beh, allora siete nel posto giusto, non vi resta che librarvi in volo come un colibrì tra le pagine di Tutto il Mondo è Paese. Seguimi anche su Instagram per seguire le mie avventure in terra austriaca!




23 commenti
LaZiaRo
Mia nonna mi faceva le frittelle. Senza ripieno ma con lo zucchero a velo in cima. Erano frittissime e buonissime allo stesso tempo! 😍
Laura Serrentino
Perché fritto è tutto più bello ❤️
Helene
Da golosa non potevo non leggere questo articolo. Sai che non sapevo che i kraphen, dolci che adoro, fossero tipici di Carnevale?
Laura Serrentino
Anche io sai, finché non sono andata in Austria non lo sapevo ☺️😋
Annalisa Trevaligie-Travelblog
Con tutto il rispetto per i nostri dolci “carnascialeschi”, vincono i krapfen austriaci! Sembra di sentirne proprio ora il sapore. Quella sofficità unica…. che languorino e che ricordi. Che meraviglia ciondolare nelle pasticcerie locali!
Laura Serrentino
Ehehe io invece non so scegliere tra fritto e fritto, tra castagnole e krapfen, è una bella lotta 😜
Raffi
Sono un’amante dei dolci e non so trattenermi quando mi trovo di fronte a certe leccornie. Soprattutto a Carnevale, quando so che di lì a pochi giorni comincerò la Quaresima e per 40 giorni… Tristezza.
🙂
Laura Serrentino
Eh già bisogna approffitarne il più possibile a Carnevale 😋😋
Raffaella
Sono friulana e vivo in Andalusia. Purtroppo qui non sono ancora riuscita a trovare un dolce di Carnevale in grado di competere con le frittelle ripiene di crema di zabaione che si possono assaggiare a Venezia. Me le sogno di notte!
Laura Serrentino
Eheh ci credo, devono essere pazzesche, non ho mai avuto la fortuna di assaggiarle queste!
Julia
Dopo aver letto e visto le foto il mio preferito è quello svedese! Non sapevo invece che il krapfen fosse un dolce di carnevale austriaco, forse perché sono abituata a vederli qui sul bancone tutto l’anno!
Laura Serrentino
Anche per me il dolce svedese ha quel non so che 😁 eh già derivano dalle lande austriache ma si sono diffusi molto velocemente data la loro bontà 😋
Sara
Ho sempre adorato le chiacchiere: quando ero piccola mio padre ne faceva incetta durante questo periodo e io le divoravo avidamente. Mi ricordano molto la mia infanzia.
Carola Sproloquier
Insomma, almeno per Carnevale davvero tutto il mondo è paese! 😊 Anche qui abbiamo avuto la nostra bella scorta di frappe castagnole, ma quei Semla svedesi li assaggerei molti volentieri!
Laura Serrentino
Si ben detto ☺️ speriamo di riuscire a trovare altri begli esempi internazionali a tema “tutto il mondo è paese”, i semla mi attirano anche a me moltissimo 😋
paola
Mi rimane un’unica soluzione: scappare in Africa per evitare la cariolata di dolci carnevaleschi! Amo tutti i dolci, di tutti i tipi e di tutti i paesi. Chiacchiere, castagnole e krapfen in primis!
Laura Serrentino
Bene allora siamo decisamente in due! 😂😂 e la dieta si inizia sempre lunedì prossimo 😁
Daniela
Mamma mia i krapfen! Ma quanto buoni sono?! I miei dolci di carnevale preferiti restano le frittelle con lo zabaione…ne mangerei a quintali!
Laura Serrentino
Come darti torno, solo il nome mi fa venire l’acquolina in bocca 😍
Ilaria Fenato
Tra quelli italiani preferisco le frappè sia al forno che fritte, ne vado proprio matta *_*
Tra gli altri dolci invece ho assaggiato solo il Krapfen e lo adoro, quindi sono curiosa di assaggiare anche gli altri!! Chissà se mi piacciono… Temo di sì ahahahh
Laura Serrentino
Ahaha anche io temo che me li mangerei tutti senza fare distinzioni 😂😂
Silvia The Food Traveler
Che buone le castagnole! Come hai detto tu dalle mie parti (in Piemonte) mangiamo le bugie a Carnevale, ma non è raro trovare qualche panetteria che faccia anche le castagnole.
Non ho mai avuto occasione di assaggiare le semla svedesi perché sono sempre capitata in Svezia in altri periodi: mi toccherà tornare per provare questo dolce!
Laura Serrentino
A chi lo dici, mi è venuto un languorino dopo aver visto tutte quelle foto dei semla! 😋