Escursioni fuori Vienna: gita nel Weinviertel
Voglia di vedere qualcosa di diverso ed insolito dai soliti luoghi turistici in Austria? Poca voglia di affrontare un viaggio lungo ed oneroso e soprattutto poco tempo a disposizione? Questo itinerario di un solo giorno alla scoperta del Weinviertel in Bassa Austria è ciò che fa al caso tuo.
A pochi chilometri di distanza dalla capitale austriaca, uscendo dai confini di Vienna ti basterà saltare a bordo del tuo veicolo e dirigerti verso il Weinviertel. Questa è una regione della Bassa Austria famosa per le sue immense distese di vigneti e per la produzione di vino e si contraddistingue per essere la più grande zona viticola dell’Austria.
Non farti tuttavia influenzare dal suo nome, nell’itinerario che ti suggerisco per aiutarti ad organizzare la tua gita di un giorno nel Weinviertel vedrai che le cose da vedere non si limitano solo all’ambito vinicolo. In ciascuna tappa del percorso la storia, le tradizioni e la cultura ne fanno da padrone passerai dal visitare attrazioni fortementi legate al periodo della Preistoria come il Großmugl e il Museo di Preistoria MAMUZ ad Aspern an der Zaya a località imperniate di tradizioni risalenti al Medioevo, come il paese di Enzersdorf im Thale. Non mancherà certamente un focus sui Kellergasse ed in particolare le Weinkeller, le tipiche cantine di stoccaggio delle botti di vino che si trovano nella ridente cittadina di Patzmannsdorf.
Curioso di saperne di più? Non resta che immergersi nella lettura di questa guida per organizzare al meglio la tua gita nel Weinviertel!
1. Tappa: il Großmugl
Inizia l’itinerario che ti porterà alla scoperta delle bellezze della regione dei vini, il Weinviertel. Prendendo l’autostrada A22 in direzione Stockerau, dirigit poi verso nord in direzione Hollabrunn e prendi l’uscita 5 per Sierndorf seguendo poi le indicazioni per Großmugl.
La parola Mugl non la troverai certamente nei dizionari di tedesco poiché è una tipica espressione dialettale austriaca che significa “collina”, tradotta nel tedesco standard con il termine Hügel. Il Großmugl è una collinetta molto particolare: sin dal primo colpo d’occhio noterai che questo cumulo di terreno sembra non amalgamarsi con il resto del paesaggio circostante. Il motivo? Quello che all’apparenza sembra un semplice dosso racchiude una storia millenaria. Il Großmugl è infatti tumulo sepolcrale risalente all’età del ferro, misura un’altezza di 14 metri ed un diametro di 50. Durante questa epoca preistorica si usava creare delle colline artificiali come luogo di sepoltura per i defunti più illustri ed il Großmugl ne è un esempio. La persona di spicco sepolta proprio in questo punto rimane ignota ma una cosa è certa questa grande testimonianza storica visitabile ancor oggi in Bassa Austria è oggi un bene sotto tutela, motivo di orgoglio degli abitanti dell’omonimo paese.
2. Tappa: Enzersdorf im Thale
Proseguiamo questo viaggio nella storia, facendo un salto nel tempo dall’VIII-V sec.a.C. al Medioevo. Dopo una breve sosta ad ammirare il tumulo di sepolcrale di Großmugl chiamato anche Leeberg è il momento di dirigersi verso la prossima tappa del viaggio, il comune di Enzersdorf im Thale. Proseguendo infatti lungo la strada L25 per circa 12 chilometri giungiamo in questo grazioso paesino.
Al centro della piazza principale di Enzersdorf noterai la presenza di una colonna, in cima alla quale su di un lato spunta un braccio che brandisce una spada e dall’altro una pietra di forma sferica appesa ad una catena: questo è il cosiddetto Pranger, ovvero una gogna risalente al 1560 d.C. Dinanzi a questa colonna erano costretti a stare per ore, giorni o settimane coloro che erano ritenuti colpevoli di aver commesso un atto non conforme alla legge vigente. Questo era uno strumento utilizzato dalle autorità per punire l’autore del reato e allo stesso tempo mostrare ai cittadini la punizione che avrebbe subito chi avesse osato fare lo stesso.
A pochi metri di distanza dal Pranger troverai un piccolo fiumiciattolo e un ponticello vicino al quale si erge la statua del Santo Nepomuk (San Giovanni Nepomuceno). Non è un caso trovare la statua del santo in corrispondenza del ponticello.
San Nepomuk nacque in Boemia nella prima metà del XIV sec. e dopo aver conseguito gli studi ecclesiastici a Padova fu nominato vicario generale dell’arcivescovo di Praga nel 1389. Al tempo il re boemo Venceslao IV voleva rivendicare il suo potere anche sulla Chiesa e fece di tutto per indebolire il clero ed impossessarsi dei beni ecclesiastici in Boemia. Fu proprio lui, infatti, a volere l’uccisione del Santo Nepomuk.
Secondo la leggenda San Giovanni Nepomuceno era anche il confessore di Giovanna di Baviera, moglie del re Venceslao. Il re dubitava della fedeltà della regina e voleva dunque conoscere a tutti i costi i segreti della moglie. Alle richieste del re di rivelare le confessioni della regina, San Giovanni Nepomuceno, fedele al sigillo sacramentale, si oppose fermamente. Il re decise dunque di gettare il sacerdote nel Moldava, il fiume che attraversa Praga. Ancor oggi è comune trovare la statua del santo in corrispondenza di ponti per invocare la sua protezione dalle alluvioni e dagli annegamenti.
3. Tappa: Patzmannsdorf
Una volta conclusa la visita al comune di Enzersdorf im Thale ci rimettiamo in marcia imboccando la strada L3073 per recarci nella meta principale nonché terza tappa del nostro viaggio, la cittadina di Patzmannsdorf. A meno di 8 chilometri di distanza ti ritroverai immerso in una suggestiva località della Bassa Austria che conta meno di 500 abitanti. Una destinazione certamente minuta e poco nota ma che riserva tante curiosità e tesori da scoprire.
La tradizione del Pfingstkönig
La visita a Patzmannsdorf è avvenuta nel giorno di Pentecoste, giorno festivo per l’Austria, in cui si celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli. La scelta di visitare Patzmannsdorf proprio in questa occasione non è stata casuale e se ne avrai possibilità e sei interessato come me a vivere in prima persona usi e costumi locali ben fuori dai sentieri turistici più battuti, ti consiglio vivamente di scegliere questa data per organizzare la tua gita a Patzmannsdorf.
Il giorno di Pentecoste a Patzmannsdorf e in pochissimi altri comuni come Arbesthal si rivive ogni anno la tradizione del cosiddetto Pfingstkönig, letteralmente „il re della Pentecoste“. Questa tradizione risale al XV sec. d.C., caduta poi in disuso per volere della Chiesa, è stata riportata in auge nel 19° secolo combinando gli antichi costumi con il significato religioso della Pentecoste.
Ma in cosa consiste la tradizione del Pfingstkönig? A Patzmanssdorf, nel giorno di Pentecoste i bambini disposti in fila e vestiti in ambiti tradizionali intonano dei canti religiosi per tutto il paese. In testa alla fila si trova un bambino ricoperto da cima a piedi da una piramide di fogliame con sulla punta tre rose dette Pfingstrosen, lui è il Pfingstkönig, simbolo di rinascita e di primavera e quindi dell’abbondante raccolto. Questa tradizione rievoca il momento dell’anno in cui iniziava la bella stagione. All’epoca il pastore che si sarebbe occupato di custodire il bestiame girava per la città per chiedere un compenso; per non farsi riconoscere in viso si vestiva però di fogliame e ricopriva il volto di fuliggine. Oggi un bambino davanti alla fila, diverso dal Pfingstkönig passa tra gli abitanti del paese a raccogliere del denaro che poi dividerà con gli altri bambini.La processione dura circa due ore ed è arricchita dai canti dei bambini vestiti a festa.
I Kellergassen: i vicoli delle cantine
La tradizione del Pfingstkönig non è di certo l’unica attrazione di questo luogo. Visitabili tutto l’anno sono infatti i cosiddetti Kellergassen, ovvero i “vicoli delle cantine” che rappresentano a mio avviso l’essenza e il luogo simbolodell’interno Weinviertel, nonché una meta imperdibile per chi, come me, è amante di questo genere di costruzioni.
Non farti ingannare dalla forma di queste strutture, malgrado appaiano come delle vere e proprie casette, all’interno non ci sarà nessuno ad abitarvi. Questi vicoli sono infatti popolati dalle cosiddette Weinkeller e le Presshäuser, ovvero “le cantine di stoccaggio delle botti di vino” e “le case dedicate alla pigiatura dell’uva”: una vera e propria strada riservata interamente alla produzione del vino.
Come potrai notare dalle immagini sottostanti queste cantine o casette sono solitamente scavate nel terreno e si trovano dunque a contatto diretto con il suolo circostante. Questo aiuta a mantenere la temperatura e l’umidità all’interno delle botti più costante possibile e a preservare così la qualità del vino.
Questi vicoli non li troverai mai all’interno del paese ma sempre in periferia. Per visitarli spostati infatti fuori dalcentro di Patzmannsdorf, lì dove si estendono i vigneti e brulicano i locali dove poter sorseggiare un calice di vino con una vista magnifica sul verde. Il motivo della loro posizione fuori dal paese non risiede sono nella particolare conformazione delle casupole letteralmente all’interno della montagna ma anche nel fenomeno della fermentazione dell’uva fortemente rischioso per la salute. Durante questa fase della produzione del vino sono rilasciati infatti dei gas fortemente nocivi che possono aumentare il grave rischio di asfissia.
Le Weinkeller sono in muratura e spesso adornate da dettagli in legno. Al lato delle Weinkeller è facile trovare anche delle panche e tavoli dove potersi sedere e gustare del cibo ed un sorso di vino in compagnia ammirando il paesaggio unico che si staglia di fronte.
Il cibo locale
Per chi non avesse un pranzo al sacco con sé non resterà di certo deluso dal cibo locale della Bassa Austria che a Patzmannsdorf potrà degustare nella locanda Johann Hammermüller – Bikerschani. In questa antica Gasthaus la cui struttura risale al 1558 troverete delle specialità austriache a prezzi più che moderati e porzioni abbondanti. Date le temperature non proprio alte durante la mia gita di un giorno in Niederösterreich ho optato per una Kaspressknödelsuppe come antipasto, ovvero una zuppa con brodo, erba cipollina e una grande polpetta di formaggio e mollica rosolata in padella al suo interno che consiglio vivamente a chi come me è amante del formaggio. Come piatto principale non potevo che scegliere l’immancabile cottoletta austriaca, la Schnitzel, accompagnata da una saporita insalata di patate, la Erdäpfelsalat:

Se avete voglia di concludere il vostro giro in bellezza seguitemi nella quarta ed ultima tappa del viaggio.
4. Tappa: Museo Mamuz ad Asparn an der Zaya
Per terminare l’itinerario non rimane che tornare a ciò da cui siamo partiti: la Preistoria. Questa volta ad attenderti non sarà il Großmugl bensì il MAMUZ, museo di storia primitiva di Asparn an der Zaya. Per raggiungerlo, partendo da Patzmannsdorf basta percorrere un tratto di strada lungo 20 km imboccando la strada L35.
In linea con la commistione di epoche che abbiamo trovato durante il nostro percorso, noterai che è un castello ad ospitare l’intera struttura museale. Questo fu la residenza del conte Seyfried Christoph von Breuner nel 1610, eretta sui resti di un altro castello risalente al 1121. La fortezza passò in mano a diverse famiglie, fu in parte distrutto e subì diverse modifiche e ristrutturazioni fino al 1820.

Dal 2011 il castello Schloß Asparn è la sede del MAMUZ (acronimo per Mistelbach-Asparn-MUseumsZentrum). Il biglietto di ingresso al museo è di 11 € per gli adulti, 9 € per gruppi, giovani dai 15 ai 18 anni e studenti fino ai 26 annie di soli 3€ per i bambini fino ai 14 anni.
Attenzione: il museo è chiuso il lunedì e aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17.
Attraverso le stanze e i piani in cui è suddiviso il museo è possibile percorre millenni di storia dell’umanità in maniera cronologica dall’Età Glaciale e della Pietra sino al Medioevo, attraverso riproduzioni 1:1 di edifici preistorici, laboratori interattivi e interessanti mostre temporanee.
Al termine della visita potrai poi sederti nel comodo caffè al suo interno e provare qualche dolce austriaco.
Curiosità
Qualora decida di passeggiare tra i paesini del Wienviertel durante il mese di maggio ti capiterà sicuramente di vedere il Maibaum, ovvero l’albero di maggio. Questo alto albero, dal tronco fine e spesso adornato con nastri colorati viene posto nella piazza principale del paese il 1 maggio di ogni anno. L’albero è da sempre simbolo di vita, fertilità e prosperità e l’albero di maggio rappresenta questi ed altri valori come anche la protezione dalle avversità e dalle intemperie. Per questo la tradizione è ancor oggi cara a molti paesi in Austria e in Germania e viene portata avanti con orgoglio.

La posa dell’albero è una vera e propria cerimonia di festa accompagnata da balli, musiche e buon cibo ed un uso ancor oggi in voga tra i paesi confinanti è quello di cercare di rubare l’albero del paese vicino. Il tutto si esegue naturalmente in maniera pacifica, lo scopo è quello di escogitare dei piani per non farsi scoprire. Se si viene scoperti bisogna riposizionare il tronco nella posizione originale, non è ammesso deturparlo o segarlo ma bisogna lasciarlo intatto, solo così il furto può ritenersi ben fatto.
Un gioco che i giovani amano fare con l’albero di maggio è quello di cercare di arrampicarvisi: vince la competizione chi raggiunge il punto più alto. L’ultimo giorno del mese, dopo i consueti balli e canti l’albero di maggio viene portato via.
Conclusione
La Bassa Austria e in particolare il Weinviertel si rivelano dei luoghi non solo ricchi di natura e paesaggi mozzafiato ma dal grande patrimonio storico e culturale. Ancor oggi è possibile ripercorre tramite tradizioni, monumenti ed oggetti del passato la storia che ha caratterizzato questa meravigliosa regione dell’Austria. A pochi chilometri di distanza dalla capitale asburgica e in una sola giornata potrai scoprire tanti tesori nascosti vagando tra i comuni di Patzmannsdorf, Enzersdorf im Thale, Großmugl e Asparn an der Zaya e soffermandoti a scorgere i dettagli, a conoscere le persone del luogo e a degustare le specialità tipiche di queste zone.
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Laura, una passione irrefrenabile per le lingue straniere e per i viaggi. Non ho mai pensato di lasciare la mia amata Roma, ma dopo il viaggio della vita a Rio De Janeiro da sola all’età di 19 anni, ho scoperto cosa significava davvero immergersi in un’altra cultura. Quella sensazione non l’ho più lasciata dopo che a distanza di due anni mi sono trasferita in Austria, terra che dal 2015 è diventata a tutti gli effetti la mia seconda casa.
Volete scoprire com è vivere a Vienna e conoscere i suoi angolini più nascosti? Siete interessati all’Austria e ai suoi luoghi incantati? Siete curiosi di conoscere tradizioni e cibi tipici del mondo? Beh, allora siete nel posto giusto, non vi resta che librarvi in volo come un colibrì tra le pagine di Tutto il Mondo è Paese. Seguimi anche su Instagram per seguire le mie avventure in terra austriaca!






