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Un due tre…Retake! Il decoro urbano al 1° posto 🇮🇹

Retake! E’ il grido di speranza, la voce dei veri cittadini, l’imperativo morale di chi ha ancora qualcosa per cui lottare. Retake significa letteralmente riprendersi. Riprendersi cosa vi chiedete? Il decoro della città, il sentimento di appartenza ad una comunità, il rispetto per l’ambiente e per le persone che ne fanno parte. Questo è il movimento di volontariato civile Retake!

Prima di parlarvi nello specifico dell’iniziativa Retake, voglio raccontarvi un piccolo aneddoto.

L’altro giorno stavo passeggiando con il mio cane per le strade del quartiere, ad un certo punto sento dietro di me la voce di un bambino, avrà avuto all’incirca tre anni. Fermandosi di colpo davanti a un muro imbrattato da scritte e scarabocchi, il bambino esclama: “Guarda mamma è tutto sporco, è brutto!”. La madre concorda con lui e ripete la sua frase: “E’ vero amore, hai visto è tutto sporco”.

Questo episodio non ha nulla di speciale, è un semplice scorcio di vita quotidiana, eppure mi ha fatto riflettere. Riflettere sul fatto che perfino un bambino così piccolo, con la sua estrema semplicità e ingenuità, ha avuto la sensibilità di capire e saper discernere ciò che è civicamente giusto da ciò che è civicamente sbagliato.

Una sensibilità che è anche frutto dell’educazione impartitagli dai genitori. E’ importante rendersi conto di quanto i bambini, sin dalla più tenera età, siano capaci di assorbire in fretta concetti che, peraltro, sembrano essere dimenticati o del tutto ignorati da una fascia di popolazione sicuramente più ” cresciuta” e adulta.

Qual è l’obiettivo di Retake?

Retake si occupa proprio di questo: risvegliare il senso civico tra i giovani e tra gli adulti.

Raschietti, guanti, panni, sgrassatori e spugnette metalliche sono le uniche “armi ” a  disposizione dei retakers. L’azione di volontariato consiste semplicemente nel prenderle in mano e dedicare qualche ora o anche qualche minuto del proprio tempo alla pulizia di un muro, una panchina, un’aiuola, un palo…insomma qualsiasi parte della città si consideri in cattivo stato.

La lotta al vandalismo è un’azione comunitaria da cui i cittadini di tutto il mondo possono prendere spunto. Per questo è bene ricordare che Retake Roma, il movimento fondatore dell’azione Retake, è nato proprio da una stretta cooperazione tra cittadini americani e cittadini italiani che, in vesti di studenti, visitatori internazionali o semplici volontari, hanno dato vita ad un progetto che sta facendo piano piano il giro dell’Italia e del mondo.

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Come si diventa Retakers?

L’elemento più innovativo di questa comunità di volontari sta proprio nell’estrema facilità con cui chiunque può prendere parte all’iniziativa. Retakers lo si può essere individualmente, decidendo di trasformare una semplice passeggiata attorno al proprio quartiere in un’opportunità per staccare di tanto in tanto qualche adesivo o cartellone pubblicitario affisso abusivamente; Retakers lo si può essere collettivamente prendendo parte a eventi di “clean up” spesso organizzati, nel caso di Roma, in collaborazione con AMA S.p.a (operatore nella gestione dei servizi ambientali) e PICS (Pronto Intervento Centrostorico-Decoro Urbano della Polizia Municipale) per dare un nuovo volto a parchi, zone residenziali e strutture architettoniche. Un esempio? Il retake destinato all’edificio  che ospita le Poste di Via Taranto, zona San Giovanni a Roma. L’opera progettata negli anni ’30 dall’architetto, urbanista e senatore del partito comunista Giuseppe Samonà è stata nuovamente valorizzata grazie all’impegno di numerosi Retakers della Capitale.

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Retakers lo si può essere anche artisticamente. Un altro elemento innovativo e abbastanza curioso di questo movimento di volontariato civile è infatti l’incoraggiamento a dare un apporto personale alla città tramite l’arte, che si traduce in questo frangente nella  decorazione di muri, cancelli e addirittura cassonetti.

I cosiddetti “cassonetti d’autore” sono opera di Christina Finley, artista di fama mondiale che ha voluto dare nuova dignità a  degli oggetti inusuali e tuttavia molto comuni tra gli arredi urbani delle città, decidendo di rivestirli con carta da parati.

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Credits: Retake Roma

Conclusione

Nel giro di un anno questa iniziativa ha visto crescere sempre più il numero di partecipanti. E’ un dato positivo e deve essere di conforto poichè tutto ciò ci dimostra quante persone da ogni parte del mondo vogliano ancora impegnarsi attivamente nella società. Usando una metafora di Lorenzo Jovanotti da piccoli granelli di sale in un mare salato, con una vera azione di gruppo, possiamo provare a diventare un’onda in grado di scaraventare l’indifferenza e la passività.

 

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